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Resistere non serve a niente
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Siti, Walter

Resistere non serve a niente

Milano : Rizzoli, 2012

Abstract: Molte inchieste ci hanno parlato della famosa "zona grigia" tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l'unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un'olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell'indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente)

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Leopoldo Roman
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Come per i vini anche il Premio Strega ha delle annate buone ed altre meno buone. Il 2013, non è stata delle migliori. Questa storia (vincitrice del premio) di un giocoliere della finanza, che si riscatta ed arricchisce con i soldi e le dritte della malavita, dopo essere stato un ragazzo di strada, figlio sgraziato di un assassino, ha l’ambizione di farci entrare in quella zona grigia della finanza criminale, che ogni anno che passa è sempre più determinante anche nel causare crisi internazionali e stravolgimenti politici. Ci riesce Walter Siti, abile e fantasioso com’è? In parte si, ma il suo troppo personale dialogo con il protagonista Tommaso, non dà continuità alla narrazione e rende la struttura del romanzo troppo complessa. A volte si addentra nella descrizione di importanti operazioni finanziarie, ma poi non le approfondisce, per cui ha l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno che affonda subito senza procurare alcuna onda. Ci vuole una certa costanza ed una resistenza collaudata per arrivare alla fine. Se poi uno è un po’ retrò di mentalità, certi intermezzi pornografici ed alcune peraltro verosimili storie di prostituzione, non lo aiutano ad apprezzare l’opera.

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