Luigi Bozzato (1923-2008)  è stato un internato pontelongano in quattro lager nazisti durante la seconda guerra mondiale; una volta liberato ha dedicato molti anni della sua vita a portare nelle scuole la sua testimonianza.

Per onorarne l’impegno e il ricordo l’amministrazione comunale gli ha intitolato la Biblioteca ed è stato creato un fondo documentale, tuttora in continua crescita, che raccoglie una vasta panoramica di materiali sui due conflitti mondiali.

Trovati 412 documenti.

Norimberga
0 0 0
Libri Moderni

Scevola, Roberto

Norimberga : il male sotto accusa / Roberto Scevola ; prefazione di Pierluigi Battista

Milano : Corriere della sera, 2019

I grandi processi della storia ; 1

I bambini di Moshe
0 0 0
Libri Moderni

Luzzatto, Sergio

I bambini di Moshe : gli orfani della Shoah e la nascita di Israele / Sergio Luzzatto

Torino : Einaudi, 2019

ET storia

Abstract: Sergio Luzzatto racconta qui l'avventura di un numero sorprendente di bambini ebrei, scampati alla Soluzione finale e rifugiati nell'Italia della Liberazione: circa settecento giovanissimi polacchi, ungheresi, russi, romeni, profughi dopo il 1945 tra le montagne di Selvino, nella Bergamasca. E racconta l'avventura di Moshe Zeiri, il formidabile ebreo galiziano che, ponendosi alla guida dei bambini salvati, consentirà loro di rinascere da cittadini del nuovo Israele. Questa è la storia di una redenzione. Tragicamente privati di una famiglia, di una casa, di una lingua, irreparabilmente derubati di ogni loro passato, gli orfani della Shoah vedono dischiudersi, grazie agli emissari sionisti, la prospettiva di un futuro nella Terra promessa: un futuro da costruire tutti insieme, maschi e femmine, come in una grande famiglia riunita in un «kibbutz Selvino». I bambini di Moshe sono orfani della Shoah rinati alla vita nell'Italia della Liberazione. Sono giovanissimi ebrei d'Europa centrale e orientale sfuggiti allo sterminio nazista, che nel 1945 hanno incontrato un uomo come Moshe Zeiri: il militante sionista che fondò e diresse a Selvino, nella Bergamasca, l'orfanotrofio più importante dell'Europa postbellica. Falegname per formazione, teatrante per vocazione, Moshe faceva parte di un piccolo gruppo di ebrei a loro volta originari dell'Europa centro-orientale. Giovani immigrati in Palestina negli anni Trenta, che fra il 1944 e il 1945 hanno risalito l'Italia come soldati volontari nel Genio britannico, per cercare di salvare il salvabile. Se non il loro «mondo di ieri», la civiltà yiddish irrimediabilmente distrutta, almeno gli ultimi resti del popolo sterminato. Dopo il drammatico suo incontro con i bambini sopravvissuti, Moshe Zeiri li organizza a Selvino in una specie di repubblica degli orfani, e attraverso l'educazione sionistica li prepara a una seconda vita. Non più la vita rassegnata delle vittime, «laggiù», nelle terre di sangue della Soluzione finale, ma la vita libera e forte dei coloni di Eretz Israel, nella Terra promessa. D'altra parte, la storia dei bambini di Moshe è anche la storia di un'illusione. Perché dopo la guerra d'indipendenza del 1948, l'utopia del «kibbutz Selvino» avrebbe finito per scontrarsi, nello Stato di Israele, con la realtà di nuovi (e brutali) rapporti di forza.

La grande frattura
0 0 0
Libri Moderni

Blom, Philipp

La grande frattura : l'Europa tra le due guerre (1918-1938) / Philipp Blom

Venezia : Marsilio, 2019

I nodi

Abstract: Alla fine del 1918, a guerra appena conclusa, non tutti avrebbero scommesso che l'Europa sarebbe stata capace di rialzarsi. Lo scontro più sanguinoso della storia aveva cancellato dalla cartina imperi, religioni e culture secolari, lasciandosi alle spalle milioni di morti. Ma proprio quando i valori del passato sembravano seppelliti tra gli orrori delle trincee, in Occidente si assistette a un'ondata di edonismo e a un desiderio di riscatto mai visti. Se infatti nel 1914 lo scoppio del primo conflitto mondiale aveva accelerato una serie di cambiamenti già in atto, quattro anni più tardi i traumi della guerra e il vuoto lasciato dalle istituzioni del vecchio regime agirono piuttosto da catalizzatori della modernità, facendo spazio all'avanzata di ideologie e modalità espressive prima impensabili. Per Philipp Blom, ben attento a non ridurre il proprio oggetto di indagine alla somma di economia e politica, dal 1918 al 1938 il conflitto non si estinse, ma la sua energia venne impiegata in altri ambiti, dando vita a un periodo storico eccezionale, in cui disillusione, brama di rivincita e completa fiducia in un futuro rivoluzionario convivevano, dove apparivano i primi racconti di Hemingway, le opere dei Surrealisti e "Il tramonto dell'Occidente" di Oswald Spengler, e al cinema si proiettava "Metropolis" di Fritz Lang, mentre per le piazze risuonavano marce e slogan che di lì a poco avrebbero condotto al potere nuovi, terrificanti regimi. In questa storia culturale Blom, concentrandosi su alcuni eventi chiave, racconta un'epoca piena di contraddizioni, dove si passò senza soluzione di continuità dal dopoguerra alla preparazione di un secondo scontro mondiale, e in cui il lettore non potrà fare a meno di ritrovare alcune somiglianze con i tempi presenti.

Gli uomini con il triangolo rosa
0 0 0
Libri Moderni

Heger, Heinz

Gli uomini con il triangolo rosa : la testimonianza di un omosessuale deportato in campo di concentramento dal 1939 al 1945 / Heinz Heger

Nuova ed. aggiornata

Milano : Sonda, 2019

Abstract: È il 1939 quando Heinz Heger viene arrestato a Vienna: ha inizio la sua discesa agli inferi, con la deportazione nei campi di concentramento di Sachsenhausen e di Flossenbürg e l'infamia di dover indossare il triangolo rosa, il pezzo di stoffa che identificava le persone omosessuali. Questa è la testimonianza di come è riuscito a sopravvivere, tra lavori forzati, torture, stratagemmi e alleanze col nemico. Una vicenda umana e storica violenta come un pugno nello stomaco, che non si dimentica. Con un saggio di Giovanni Dall'Orto sulla condizione degli omosessuali in Italia nel periodo fascista.

Luigi Bozzato stück 70.367
0 0 0
Libri Moderni

Luigi Bozzato stück 70.367 : sopravvissuto a 4 lager KZ nazisti : due diari autografi, di cui uno inedito / a cura di Franco Beato

[S.l.] : [a cura dell'autore], 2019

Nel mondo dei sottouomini con Luigi Bozzato
0 0 0
Libri Moderni

Nel mondo dei sottouomini con Luigi Bozzato : sopravvissuto a 4 lager KZ nazisti / a cura di Franco Beato

[S.l.] : [a cura dell'autore], 2019

Insegnare libertà
0 0 0
Libri Moderni

Castoldi, Massimo

Insegnare libertà : storie di maestri antifascisti / Massimo Castoldi

Roma : Donzelli, 2018

Saggi. Storia e scienze sociali

Abstract: Fin dall'insorgere del fascismo vi fu una parte della classe magistrale, fieramente risoluta nel proprio compito, disposta a combatterne con ogni mezzo la propaganda. Per questo tra 1921 e 1945 molte maestre e molti maestri furono costretti a lasciare l'insegnamento, conobbero il confino, caddero vittime della violenza fascista e poi, anche, di quella nazista. Nei primi anni del secolo, dalla fondazione dell'Unione magistrale nel 1900 all'istituzione del Sindacato magistrale aderente alla Confederazione generale del lavoro nel 1919, i maestri avevano acquisito sempre più consapevolezza del loro ruolo di educatori e di operatori sociali, non ritenendosi più soltanto sacerdoti laici con la missione dell'educazione nazionale. Sentivano di dover partecipare in modo attivo alla vita socio-culturale dell'Italia, nella lotta contro l'analfabetismo, nella creazione di una coscienza civica e unitaria, ma anche nello sviluppo del socialismo o del cattolicesimo popolare, che, sebbene in conflitto tra loro, si fondavano sulla medesima necessità di un'istruzione diffusa. Se il fascismo guardò alla scuola elementare come al luogo di formazione e di costruzione della coscienza del nuovo bambino soldato fedele al regime, molti maestri ne contrastarono il linguaggio e i modelli culturali, educando i bambini a principi alternativi: patriottismo, e non nazionalismo, solidarietà, fratellanza e libertà, anziché violenza, razzismo e cieca obbedienza. Le dodici storie qui raccontate rappresentano modalità differenti di opposizione alla cultura dominante, da quelle più aperte e frontali a quelle più calcolate e addirittura dissimulate. Uomini e donne, socialisti, cattolici, liberali o semplicemente patrioti, questi maestri testimoniano che la loro battaglia silenziosa fu possibile, nonostante tutto, e che è stata, ben oltre la sfida e la ribellione, una vera lezione di Resistenza civile.

La campagna di Russia
0 0 0
Libri Moderni

Giusti, Maria Teresa

La campagna di Russia : 1941-1943 / Maria Teresa Giusti

Bologna : Il mulino, 2018

Storica paperbacks ; 165

Abstract: Quando nel giugno 1941 Hitler scatenò l'«operazione Barbarossa» contro l'Unione Sovietica, avrebbe fatto volentieri a meno dell'aiuto italiano; l'Italia, aveva scritto a Mussolini, avrebbe giovato di più concentrando il suo impegno in Nordafrica. Ma Mussolini voleva esserci a tutti i costi, e fece costituire il Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir), che a metà luglio partì per il fronte orientale. Un anno dopo, unito a nuovi corpi d'armata nell'Armir (Armata italiana in Russia), fu schierato sul Don dove l'offensiva sovietica, fra dicembre 1942 e gennaio 1943, lo annientò. Dei 230 mila italiani partiti per la Russia, 95 mila non fecero ritorno: uccisi in combattimento o morti di stenti e di freddo nelle «marce del davaj» e in prigionia.

Prigioniero in un lager
0 0 0

Prigioniero in un lager : testimonianza di Vittorio Ometto / [a cura di Maria Serafin]

Villa del Conte : Bertato, 2018

Il tatuatore di Auschwitz
0 0 0
Libri Moderni

Morris, Heather

Il tatuatore di Auschwitz / Heather Morris ; traduzione di Stefano Beretta

Milano : Garzanti, 2018

Narratori moderni

Abstract: Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento in poi sarà solo una sequenza inanimata di numeri tatuata sul braccio. Ad Auschwitz Lale, ebreo come loro, è l'artefice di quell'orrendo compito. Lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo. Quel giorno però Lale alza lo sguardo un solo istante. Ed è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non può più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito. La ragazza racconta poco di sè, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno il passato. Eppure sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Ma dove sono rinchiusi non c'è posto per l'amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l'amore è un sogno ormai dimenticato. Non per Lale e Gita che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino vuole separarli nella gola rimangono strozzate quelle parole che hanno solo potuto sussurrare. Parole di un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle dire di nuovo. Dovranno crederci davvero per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.

1918
0 0 0
Libri Moderni

1918 : un anno incerto : dopo Caporetto l'Italia si scopre diversa / scritti di Giuliano Casagrande ... [et al.]

Vittorio Veneto : Kellermann, 2018

Quaderni del CEDOS ; 9 - Iteranda ; 29

Abstract: Dopo il manrovescio di Caporetto, il 1918 si apre per gli italiani nell'incertezza, con una parte importante del territorio nazionale invasa dagli austro-ungarici. Se le condizioni di vita nel paese sono precarie, fiorisce il contrabbando. Con il loro relativo benessere, giungono in Italia rinforzi britannici e francesi, e si attendono gli americani. Scendono in campo anche i legionari ceco-slovacchi, tutti volontari, coscienti del rischio del capestro qualora catturati al fronte. La guerra continua, con i morti affidati ad una memoria fragile ed i feriti smistati fra Sanità militare e Croce Rossa Italiana. Un anno, quel 1918, che alla fine sarà l'anno decisivo.

A due passi dal fronte
0 0 0
Libri Moderni

Nardello, Mariano

A due passi dal fronte : città di retrovia e culture urbane nel prisma della grande guerra / a cura di Emilio Franzina e Mariano Nardello

Mantova : Tre Lune, 2018

Storia & storie - La grande guerra ; 1

Abstract: "Gli studi qui raccolti propongono nel loro insieme un quadro ampio e aggiornato delle ripercussioni che le vicende belliche ebbero sulle condizioni di vita, sulle idee e sui comportamenti delle popolazioni delle città più prossime al fronte: dal deterioramento della situazione sanitaria in seguito al dilagare dei vecchi e nuovi morbi (più grave dei quali la "spagnola"), all'inaridirsi della vita intellettuale sottoposta ai condizionamenti della propaganda; dalla diffusione di comportamenti più trasgressivi tra le donne chiamate a sostituire gli uomini nella produzione, all'incontro nelle città - così come nelle trincee - di italiani di ogni contrada, ciò che propiziò un significativo passo in avanti del processo di nazionalizzazione degli abitanti della penisola"

Il massacro di Addis Abeba
0 0 0
Libri Moderni

Campbell, Ian

Il massacro di Addis Abeba : una vergogna italiana / Ian Campbell ; traduzione di Mariacristina Cesa e Nicolina Pomilio

[Milano] : Rizzoli, 2018

La grande storia

Abstract: Ci sono pagine della storia d'Italia che conosciamo ormai a memoria, e altre su cui ancora non è stata scritta la parola "fine". E poi ci sono le pagine dimenticate, relegate all'oblio perché troppo dolorose. Anche quelle, però, fanno parte del nostro passato. In questo caso, del nostro passato di "potenza coloniale". La mattina del 19 febbraio 1937, ad Addis Abeba, il viceré Rodolfo Graziani e le autorità italiane che da nove mesi governano un terzo dell'Etiopia celebrano la nascita del primo figlio maschio del principe Umberto di Savoia. Ma un gruppo d'insorti riesce a superare i controlli e, all'improvviso, otto bombe a mano seminano il caos tra quei notabili. Di fronte al bilancio - sette morti e decine di feriti, compreso lo stesso Graziani - il Duce ordina la repressione: "Tutti i civili e religiosi comunque sospetti devono essere passati per le armi". È così che si scatena uno dei massacri più ignobili della parentesi coloniale italiana: giorni di terrore, tra omicidi e saccheggi, durante i quali migliaia di innocenti vengono trucidati con sistematica brutalità. Repressione che culmina, nel maggio dello stesso anno, con l'eccidio di centinaia di monaci, preti e pellegrini cristiani della Chiesa copta, tutti disarmati, radunati nel monastero di Debra Libanos. Intanto, le Camicie nere ne approfittano per azzerare l'intellighenzia etiope, in un vero e proprio pogrom. Con precisione accademica e passo narrativo, Ian Campell ricostruisce in questo saggio una delle atrocità meno conosciute del regime fascista, analizzandone premesse e conseguenze, senza fare sconti a nessuno. Prefazione di Richard Pankhurst.

Artisti in fuga da Hitler
0 0 0
Libri Moderni

Passaro, Maria

Artisti in fuga da Hitler : l'esilio americano delle avanguardie europee / Maria Passaro

Bologna : Il mulino, 2018

Saggi ; 870

Abstract: Emblematica della furia censoria nazista, la mostra sull'«Arte degenerata» del 1937 presenta gli artisti d'avanguardia come un residuo sociale perverso e irrecuperabile. In quel clima carico di minacce, un'intera leva di artisti si trovò a dover fuggire dall'Europa e a cercare riparo negli Stati Uniti. Per loro quel grande paese fu prima di tutto l'approdo alla salvezza, poi la possibilità di un nuovo inizio, senza nostalgie né rimpianti. Smentendo una rappresentazione dell'esilio come perdita, il libro mostra come per molti di quei transfughi - da Mondrian a Randinsky, da Moholy-Nagy a Max Ernst - l'esperienza americana coincise con una stagione ricca di creatività, portatrice di straordinari innesti artistici.

Prima dell'alba
0 0 0
Libri Moderni

Malaguti, Paolo <1978->

Prima dell'alba / Paolo Malaguti

Vicenza : N. Pozza, 2017

I narratori delle tavole

Abstract: Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all'aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall'ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall'altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della ferroviaria. Con una certa urgenza, visto che c'è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l'orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all'altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un'espressione di timore mista a reverenza. Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, luogotenente generale della milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell'eroe agli onori che la patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell'alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall'alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all'ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento.

... E continuano a chiamarla Grande
0 0 0
Libri Moderni

Tazzer, Sergio - Gallo, Francesca - Menegaldo, Simone

... E continuano a chiamarla Grande : canti, canzoni e musiche 1914-1918 / scritti di Sergio Tazzer, Francesca Gallo, Simone Menegaldo

Vittorio Veneto : Kellermann, 2017

Iteranda ; 26 - Quaderni del CEDOS ; 8

Trincee alpine sul Grappa
0 0 0
Libri Moderni

Trincee alpine sul Grappa / a cura di Lisa Bregantin

Treviso : Istresco, 2017

Abstract: Alpini e Monte Grappa, due miti ancora sulla breccia dell’onda. Dove nascono e cosa comprendono? Oggi, come si pre­sentano alla società contemporanea? Per rispondere a queste domanda provia­mo a salire sulle ali del mito, utilizzando un solido mezzo di trasporto, la storia. Questo prodotto multimediale non è solo un libro ma un contenitore di storia, uomini, immagini e luoghi e vuole essere un’opportunità per tutti di conoscere un pezzo del nostro passato assieme ai soldati più popolari d’Italia, gli alpini.

Caporetto
0 0 0
Libri Moderni

Barbero, Alessandro <1959- >

Caporetto / Alessandro Barbero

Bari [etc.] : Laterza, 2017

Cultura storica

Abstract: Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L'Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell'esercito erano quelli della nazione. La distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali era enorme: si preferiva affidare il comando dei reparti a ragazzi borghesi di diciannove anni, piuttosto che promuovere i sergenti - contadini o operai - che avevano imparato il mestiere sul campo. Era un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell'iniziativa individuale, tanto che la notte del 24 ottobre 1917, con i telefoni interrotti dal bombardamento nemico, molti comandanti di artiglieria non osarono aprire il fuoco senza ordini. Un paese retto da una classe dirigente di parolai aveva prodotto generali capaci di emanare circolari in cui esortavano i soldati a battersi fino alla morte, credendo di aver risolto così tutti i problemi. In questo libro Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione.

L'infanzia nelle guerre del Novecento
0 0 0
Libri Moderni

Maida, Bruno

L'infanzia nelle guerre del Novecento / Bruno Maida

Torino : Einaudi, 2017

Einaudi storia ; 75

Abstract: Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c'è il corpo senza vita di qualcuno oppure un veicolo brucia. Metafora di una vita sospesa, l'assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle. La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne faccia esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell'identità. Lo è ancora di più per l'infanzia per la quale, nella stratificazione delle diverse età che la compongono, la guerra coincide con il tempo della formazione, della definizione di se stessa, della costruzione di un proprio sguardo sul mondo. Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, rimasti soli oppure, al contrario, attraversino il tempo della guerra protetti e non invasi dagli effetti più laceranti, i bambini sono stati in ogni caso sempre più coinvolti e condizionati dai conflitti armati del Novecento e gettati sulla scena fino a trasformarsi, nella seconda metà del secolo, in veri e propri combattenti. E ciò è accaduto all'interno di un paradosso: all'affermarsi e al diffondersi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un'attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell'infanzia.

Una famiglia pericolosa
0 0 0
Libri Moderni

Moorehead, Caroline

Una famiglia pericolosa : la vera storia della famiglia Rosselli e della sua opposizione al fascismo di Mussolini / Caroline Moorehead

Roma : Newton Compton, 2017

I volti della storia ; 444

Abstract: La famiglia Rosselli faceva parte dell'aristocrazia intellettuale fiorentina degli inizi del Novecento. Sin dall'avvento del fascismo, Amelia, la matriarca a capo della famiglia, e i suoi due figli Carlo e Nello, si opposero al regime, prendendo posizione anche pubblicamente contro Benito Mussolini. Quando si instaurò il nuovo Stato di Polizia, i Rosselli trasformarono il loro dissenso in una resistenza attiva: i due fratelli furono brutalmente assassinati. Amelia raggiunse New York con le nuore e i bambini, grazie all'intervento di Eleanor Roosevelt in persona. La storia della famiglia Rosselli è l'affresco indelebile di un'Italia sotto il giogo del fascismo e della strenua volontà di resistenza che la dittatura non riuscì a soffocare. Un racconto lucido sul desiderio di libertà, sul colpevole silenzio di alcuni e sull'eroismo di coloro che persero la vita combattendo il regime.