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R: La ragazza del treno - Paula Hawkins

Non sono riuscita ad arrivare ad un terzo del libro. Mi dispiace per la scrittrice. L'ho trovato, oltre che noioso, superficiale nella scrittura: tipico linguaggio moderno che io non capisco. Senza logica. Non do alcun giudizio al libro.

La casa delle voci - di Donato Carrisi

Donato Carrisi è un ottimo scrittore. Riesce dall'inizio alla fine del libro a coinvolgere pienamente il lettore nella storia.. È senza dubbio un thriller psicologico, con presenti colpi di scena e riflessioni su alcuni temi della società. Posso riassumere questo libro in poche parole: è un ipnosi dentro ad un ipnosi, con un risultato finale non privo di interrogativi. 5 stelle

Io non mi chiamo Miriam - Majgull Axelsson

«Io non mi chiamo Miriam» dice.
Quella che le sfugge è una verità nascosta per settant’anni. Oggi è una signora svedese di ottantacinque anni, benestante, con un figlio, una nuora, una nipote e un bisnipote..Eppure non è sempre stato così.
Miriam svela che non sempre ha avuto questo nome, non era ebrea come si è spacciata dopo i campi di concentramento. È nata rom, per istinto di sopravvivenza ha preso i vestiti di una ragazza che non ce l'aveva fatta, Miriam Goldberg ed ecco che Malika, diventa Miriam e inizia a vivere una vita che non è la sua impossibilitata a dire la verità perchè in Svezia i rom non erano ben accolti, nemmeno dopo i campi di concentramento. Un racconto che non manca di sottolineare la brutalità con cui venivano trattate le prigioniere, le disparità tra ebree, polacche, yiddish e rom. Quest'ultimi sono stati dei grandi ossi duri per le SS (emblematica è la storia del pugile Rukeli, l'unico rom deportato di cui conoscevo la storia prima di questo libro e che invito tutti a scoprire). La narrazione è coinvolgente, il lettore viene preso dalla smania di sapere che cosa sia capitato a Miriam e il racconto ha un ritmo alto e una certa suspense nei momenti in cui Miriam torna al presente che serve da trampolino per un nuovo capitolo della sua vita.
Ci sono cose che non puoi dire, compassione che non puoi suscitare, se sei della razza sbagliata .

L'interprete

Gennaio è il mese della Memoria così ho deciso di riprendere una vecchia abitudine abbandonata, quella di leggere libri a tema Olocausto nel mese della memoria. In passato ne ho letti e riletti tanti, famosi e meno ma per questa nuova immersione nelle ombre del passato ho scelto titoli (a me) nuovi. Così eccomi partire con “L’interprete” di Annette Hess.
Siamo a Francoforte ed è il 1963. Eva Bruhns è l’interprete dal polacco scelta per il processo nei confronti del personale di Auschwitz. I genitori e il suo fidanzato le consigliano di rinunciare ma Eva è curiosa, vuole sapere e la sua curiosità vince sui timori e le reticenze e ben presto scoprirà le atrocità di un passato efferato e ancora oggi disdicevole per il genere umano. Che dire? l'ho cominciato ieri e sono già a metà, la scrittura è ipnotica, si passa dalla routin della vita di una giovane ragazza tedesca a pagine che accennano alle atrocità dei lager e del nazismo.. in un'altalena di sensazioni e percezioni continua. . E' carino, consigiato a chi non se la sente di affrontare una biografia o un testo troppo crudo.

Christine - Stephen King

Uno dei più bei capolavori letti di King. Sebbene risalga al 1985, l ho trovato un racconto originale. Ha poco a che vedere con il film riprodotto; il libro riporta naturalmente la descrizione quasi completa dei personaggi ed Arnie Cunningham (il ragazzo della plymouth) scompare in un incidente stradale con la madre. Lo spettro che anima Christine, è il suo vecchio proprietario Lebay. Deceduto dopo la vendita di essa al ragazzo.. 5 stelle come valutazione

Tutto su pappagalli e pappagallini - Vittorio Menassè

Il libro riporta le caratteristiche, il temperamento e le qualità di alcune specie di pappagalli più idonee all'allevamento domestico. A come riprodurre il loro ambiente, come avviene la riproduzione, come riconoscere le malattie e le cure, infine come avviene la muta del piumaggio. Se non fosse per le illustrazioni con foto in bianco e nero, avrei dato 5 stelle. Ne do solo 4.

Così crudele è la fine - di Mirko Zilahy

Finalmente ho finito questa serie. Ho letto il primo per poter seguire meglio il gruppo di lettura che aveva in oggetto il secondo.
Coi primi due è stato praticamente odio. Troppo crudo e non sopporto il commissario.

Questo è l'ultimo caso che affronteremo con il commissario Mancini (poi anche basta perché d'accordo che di squilibrati è pieno il mondo, ma qui si esagera!). Stavolta Mancini va a caccia di un killer che compie omicidi raffazzonati, ma secondo schemi e motivazioni ben precisi, rivelando di essere un criminale anomalo.
Sarà una sfida impegnativa, però la squadra stavolta collaborerà in gruppo e attivamente perché c'è una novità: Mancini è in cura da una psicologa e sta riemergendo dalle tenebre in cui ha a lungo vissuto.

Si parla di giustizia, realtà e identità. Rimane protagonista Roma, la città eterna, anche in aspetti minori come il campo scellerato, un campo dove venivano eseguite le condanne delle sacerdotesse vergini che tradivano il voto.

Questo volume è nettamente migliore, ma surreale. Ad esempio, viene trattato in maniera superficiale e semplicistica il tema dell'affidamento (anche con qualcuno che oli i meccanismi, certo che una donna single viene accettata nelle richieste con facilità!), ma anche le dinamiche del killer sono anomale e soprattutto le coincidenze narrative sono eccessive e disarmanti.
Mi sembra ci sia stata parecchia fretta a scrivere la serie, ma questo volume risolleva le sorti della trilogia che comunque non mi piace.

La donna dei fiori di carta - di Donato Carrisi

Io non sono una fan del '900 e quindi non leggo di mia sponte, solitamente, libri ambientati in questo periodo, ma ho deciso di provare per una sfida di lettura. Per fortuna è scorrevole.

Ci troviamo sul Monte Fumo, sulle Alpi, durante la Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo nell'accampamento austriaco e il medico del campo si trova coinvolto in un compito inusuale per lui.
Durante una retata, infatti, viene catturato un piccolo gruppo di italiani e tra di essi vi è un militare che si sospetta essere un ufficiale, ma che non vuole rivelare la sua identità.
Il medico Jacob viene scelto perché in grado di parlare italiano e deve fargli confessare la verità entro l'alba. Il prigioniero inizia a parlare, ma per rivelare fatti insoliti, una storia legata a lui che condurrà alla sua identità.
Ecco che scopriremo la storia di Guzman, uomo sempre in viaggio, fumatore ed abile narratore che ci conduce, con storie e vicende, in giro per mezzo mondo.

La storia risulta senz'altro scorrevole, non mi sono praticamente accorta di averla letta.
Però non mi sono trovata coinvolta.
L'ho giudicata da "tre stelle" perché è comunque gradevole e la figura di Guzman affascinante, così come quella del milite disposto a sacrificarsi coi suoi uomini.
La qualità narrativa di Carrisi comunque non si discute, ma ci ho trovato poco di thriller e di psicologico, appena il secondo.

Sempre d'amore si tratta - Susanna Casciani

Mi ripromettevo da tempo di leggere questo libro, anche se ero leggermente diffidente, ma i pareri positivi riscontrati alla fine mi hanno convinta.

La protagonista è Livia, una ragazzina che ama scrivere e che vede molta magia nel mondo, ma ha una madre che è caduta in una forte depressione costellata da attacchi di panico, in forma così grave da aver perso il lavoro.
Il libro percorre la vita di questa giovane e del suo contatto con la malattia della madre che erode anche chi la circonda.
Livia dovrà prendere sulle spalle un carico eccessivo per lei, anche a causa della vigliaccheria del padre, verrà affossata e perderà sé stessa, i suoi sogni, la gioia.
Per fortuna ha accanto Bianca, un'amica che non la abbandona mai e che a sua volta non vive una bella situazione familiare, sempre criticata e maltrattata dalla madre.

E' un libro che tratta di attacchi di panico e depressione, due temi di cui si parla poco.
Si narra di tristezza e fragilità, poco accettate in una società che chiede molto e non conosce pace.
Verso la fine non sono stata soddisfatta della storia, ma ho provato forti emozioni e sensazioni contrastanti, segno che l'obiettivo è stato raggiunto. Quando vedo situazioni che mettono i figli in difficoltà mi sento male e qui le due protagoniste sono circondate di problemi, solo che una delle due è più corazzata.
Infatti ci viene anche fatto capire come sia importante concentrarsi sull'emancipazione e come sia un obbligo salvarci da situazioni che ci avvelenano, ma anche l'importanza di avere il coraggio di non nascondere sé stessi, infatti si parla anche di omosessualità e di come spesso sia mal vista pure in famiglia.
Da biografia e ringraziamenti sembra che anche l'autrice abbia sofferto di attacchi di panico ed ammiro il tentativo di far conoscere questi problemi da cui spesso distogliamo lo sguardo.

Un libro piccolo e delicato in grado di smuovere il cuore del lettore.

R: Le assaggiatrici - Rosella Postorino

Questo libro stupisce per l'intuizione la storia ci catapulta in scenari che possiamo solo lontanamente immaginare di paura e di mentalità di ristrettezze ma in tutto ciò in cui ci si immerge sono i pensieri di rosa e le sue sensazioni intuizioni la voglia di vivere la sensazione di vita che traspare a lasciare me assolutamente affascinata. Solo una donna poteva scrivere così e questo libro. Mi dispiace come ha detto Leopoldo fra i commenti che da un certo punto in poi il romanzo perda forza forse il senso si intorpidisce meritava più cura credo. Molto bello comunque perché ci sono cose che vanno oltre la copertina oltre la storia e restano.

L' uomo di neve - Jo Nesbø

Il libro si legge bene come una birra bionda beverina. consigliato per chi ama il genere jo nesbo si conferma a aspetto il prossimo in attesa

Lungo petalo di mare - Isabel Allende

Era da un po’ di tempo che un romanzo di un contemporaneo non mi dava la soddisfazione nel leggerlo, che mi ha dato “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende. A parte il fascino del titolo, che si riferisce ad una tanto sintetica quanto meravigliosa descrizione del Cile fatta dal sommo poeta Pablo Neruda, oserei dire che è un romanzo completo. Una bella storia, dai risvolti a volte romantici, a volte avventurosi, perfino con un finale sorprendente, che si svolge in due continenti nello spazio di tempo che va dal 1939 al 1994. I protagonisti Victor e Roser, li conosciamo alla fine della guerra civile spagnola quando, sconfitti dai miliziani franchisti, emigrano, sopportando indicibili ristrettezze, prima nei campi profughi francesi e poi grazie all’interessamento di Neruda, che organizza un’apposita nave, la Winnipeg, in Cile. Qui si integrano nella loro nuova patria, hanno successo nel loro lavoro (lui cardiochirurgo, lei musicista), vivono con entusiasmo la vittoria del socialista Allende, ma poi tutto crolla, speranze comprese, con il golpe di Pinochet. Perseguitati dal nuovo regime sono costretti dagli eventi, prima a dividersi ancora, poi ad espatriare in Venezuela fino al ritorno della democrazia in Cile dove, come afferma l’autrice, il cerchio si chiude. Romanzo molto attuale anche per i molti riferimenti al fenomeno dell’emigrazione. Dal rifiuto dell’accoglienza alle difficoltà di integrazione; dalla disintegrazione delle famiglie alle sorprese dei ricongiungimenti. Una storia che si ripete “in saecula saecolorum”.

Oceano - Francesco Vidotto

Uno dei romanzi più belli che abbia letto. Così emozionante e riflessivo.. Quasi una biografia degli anni 30/40. Oceano, un boscaiolo, racconta la sua vita dall'età di 7 anni sino a pochi giorni dalla morte (ultra 90enne), con il desiderio avverato di contemplare per la prima volta il mare. Sempre accompagnato dalla moglie Italia nei suoi ricordi del passato, non sempre sereni..
Un libro da regalare. 5 stelle!