Rete 5.min

 

IL CATALOGO DELLE BIBLIOTECHE DELLA RETE BIBLIOAPE

Per ricercare i libri e i documenti multimediali posseduti dalle Biblioteche delle Rete 5 usa il box di ricerca che trovi sotto. I risultati conterranno almeno un libro delle biblioteche che compongono la Rete 5. Se vuoi compiere una ricerca su tutte le 85 biblioteche della Provincia di Padova usa il box di ricerca che trovi in alto, appena sotto il titolo della pagina

Puoi anche consultare le Ultime Novità della rete BiblioApe


Includi: tutti i seguenti filtri
× Target di lettura Adulti, specialistico
× Data 2011
× Lingue Latino
Mostra parametri
I cartulari di S. Pietro in Maone presso Rovigo (sec. XII-XV)
0 0 0
Libri Moderni

I cartulari di S. Pietro in Maone presso Rovigo (sec. XII-XV) / a cura di Primo Griguolo e Donato Gallo

Roma : Viella, 2011

Fonti per la storia della terraferma veneta ; 27

Abstract: La documentazione concernente il medioevo palesano è numericamente piuttosto esigua e spesso dispersa negli archivi di città che hanno esercitato potere civile o ecclesiastico sul Polesine medievale, come Venezia, Ferrara e Ravenna. Esistente di certo nella prima metà del secolo XI, il monastero benedettino di S. Pietro in Maone, a sud-est di Rovigo, fu soggetto direttamente all'arcivescovo di Ravenna, situato com'era in una sorta di vasta enclave ravennate sopravvissuta per lunghi secoli. A partire dai primi del Duecento iniziò una fase di decadenza: nel 1220 il monastero risulta, infatti, distrutto dalle inondazioni e successivamente affidato a chierici secolari, sempre sotto il grande ombrello protettivo dell'arcivescovo di Ravenna; infine nel 1474 i suoi beni furono incorporati nell'abbazia olivetana di S. Bartolomeo di Rovigo. I documenti qui pubblicati mostrano che l'influsso economico e religioso di S. Pietro in Maone si estese notevolmente nel Rodigino e in alcune zone del Ferrarese, per spingersi sino all'area della Bassa Padovana tra Tribano, Pernumia e Monselice, attraverso l'acquisizione di un ampio patrimonio fondiario dato in concessione a coltivatori con tipici contratti a lunghissimo periodo, ma anche grazie allo sfruttamento di vaste aree vallive destinate alla pesca.