Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Meraviglia - Francesco Vidotto

Mi sono mancate le montagne del Cadore, con la loro selvaggia atmosfera e la durezza del vivere, in questo riuscito romanzo d’amore adolescenziale di Francesco Vidotto. In compenso sono rimaste sempre nel cuore del suo protagonista Lorenzo, che alla fine della storia, ha voluto ritornarvi a vivere in pace con la sua anima, finalmente rasserenata e con una compagna, che è stata l’ultimo dono della sua amata Lavinia. Che dire di questa ragazza forte, bella, sfuggente, impegnativa che lo ha spesso salvato in un ambiente a lui ostile, che gli ha indicato la strada quando lui l’aveva smarrita, che lo ha amato quando meno se lo aspettava, che si è fatta ritrovare quando pensava di averla smarrita per sempre e per giunta con una sorpresa stupefacente. Una di quelle che Vidotto ormai ci ha abituato a trovare all’epilogo delle sue storie che, apparentemente semplici, non sono però mai banali. Anzi sono spesso impetuose e ricche di riflessioni esistenziali.

R: Oceano - Francesco Vidotto

Oceano doveva nascere prima di attraversare il mare per raggiungere le Americhe, ma i suoi genitori, poveri in canna, consapevoli che non ce l’avrebbe mai fatta a sopravvivere, hanno deciso di lasciarlo nella terraferma, dandolo in adozione ad una famiglia senza figli. Qui, ben accetto dal padre, ha trovato invece freddezza nella madre, specialmente dopo che la famiglia è stata allietata dalla nascita di una figlia naturale, di nome Italia. Oceano, gran lavoratore, remissivo di natura, ha sempre avuto un grande rispetto per la madre nonostante questo non fosse ricambiato e si è molto affezionato anche alla sorellastra alla quale ha promesso futura protezione, specialmente dopo l'inaspettato suicidio del padre. Un affetto che si è ulteriormente rinforzato fino a divenire amore, specialmente dopo che la madre si è accompagnata con un uomo alcolizzato, rude e violento, che non perdeva occasione per umiliarla e violentarla anche in presenza dei ragazzi. Ovviamente l’amore tra i fratellastri è stato visto come la violazione di un tabù nell’ambito di quella comunità retrograda e conservatrice, ma come in tutte le belle fiabe ci sono stati degli sviluppi positivi che Oceano, una volta invecchiato ed ormai prossimo alla demenza, ha voluto raccontare all’autore che con grande maestria li ha tradotti in questo piacevole romanzo, raccontato quasi in prima persona.

Siro - Francesco Vidotto

E’ bravo Francesco Vidotto a rintracciare tutte queste storie nei meandri dei suoi monti. Vere? Inventate? Che importanza ha, l’importante è che siano belle e che ti prendano. Come quella del pastore Siro, rintracciata in una soffitta abbandonata e ricostruita minuziosamente, contenente un passato difficile e a volte tragico, con un grande amore non corrisposto per i retaggi di un ambiente pieno di pregiudizi atavici. Una storia senza futuro per il protagonista, remissivo per natura fino alla fine della sua vita, per il bene di una persona a lui tanto cara, ma che gli resterà estranea per sempre perché quello è il destino che tocca agli ultimi. Perché Siro, il pastore con la passione della scrittura, pur vivendo nei meravigliosi ambienti della montagna bellunese, resterà per sempre un solitario, quasi eremita in una malga con le sue pecore, spesso consolato dai fumi di un fiasco di vino, come quello che aveva a fianco nella panchina, dalla quale ha visto per l’ultima volta il cielo azzurro delle sue montagne.

Un bellissimo novembre - Ercole Patti

Potremmo anche definirlo i dolori del giovane Nino alle prese con le prime esperienze d’amore con la zia Cettina, questo breve, ma intenso romanzo ambientato nell’autunno del 1925 fra Catania e la sua campagna circostante. Ercole Patti, ritornato d’attualità dopo che La Nave di Teseo ha di recente pubblicato la sua opera omnia, ha saputo con la sua scrittura penetrante, scorrevole, intensa ed altamente descrittiva, dar vita a dei personaggi ed a delle situazioni che ti lasciano un ricordo indelebile. Tutto inizia quasi banalmente in un affollato tinello della città siciliana dove un po’ per provocazione, un po’ per gioco la zia quasi trentenne e sposata, si struscia contro le ginocchia del nipote sedicenne risvegliandogli i sensi e creandogli aspettative d’amore, che pochi mesi dopo, durante le vacanze in campagna, fisicamente corrisponderà con la stessa audacia e leggerezza. Purtroppo il gioco con i sentimenti si fa duro ed il ragazzo diventa geloso, apprensivo, invadente ed aggressivo, anche perché la zia con le sue frequenti scappatelle gliene dà adito. E’ inevitabile il tragico epilogo e nel crescendo descrittivo di Patti te ne rendi conto già prima delle ultime pagine. Resterà comunque un segreto fra i due protagonisti perché nessuno degli altri personaggi aveva capito niente della loro storia. Questo libro ha liberamente ispirato un film di Mauro Bolognini, interpretato da Gina Lollobrigida, con musiche di Ennio Morricone.

La casa degli spiriti - Isabel Allende

Romanzo di ampio respiro fra i più importanti della seconda metà del secolo scorso e che giustamente ha portato la scrittrice cilena alla ribalta internazionale. Una saga familiare di alto spessore con un protagonista, Esteban Trueba, emblematico e contraddittorio nonché violento e sentimentale nello stesso tempo, ma sicuramente interessante ed indimenticabile. La storia della sua famiglia si intreccia per una cinquantina d’anni con quella dello stato cileno, terra martoriata e senza pace. Vicenda centrale è la vittoria democratica dei socialisti di Allende ed il quasi subitaneo ribaltamento ad opera dei generali di Pinochet, al quale Esteban, irriducibile anticomunista, ha contribuito in maniera determinante con il suo appoggio economico, nonostante la vicenda abbia poi causato la perdita di entrambi i suoi figli, che non la pensavano come lui. Ruolo importante nella narrazione hanno anche le donne, soprattutto la moglie Clara, la figlia Blanca e la nipote Alba che, compensano la loro emarginazione sociale e la carenza di affetti, con un frequente ricorso allo spiritismo ed al paranormale, che dà loro una certa notorietà nell’ambiente popolare cileno e nello stesso tempo stende intorno a loro una cortina protettiva e rispettosa perché di superstizione è pregna la società sudamericana.

Lungo petalo di mare - Isabel Allende

Era da un po’ di tempo che un romanzo di un contemporaneo non mi dava la soddisfazione nel leggerlo, che mi ha dato “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende. A parte il fascino del titolo, che si riferisce ad una tanto sintetica quanto meravigliosa descrizione del Cile fatta dal sommo poeta Pablo Neruda, oserei dire che è un romanzo completo. Una bella storia, dai risvolti a volte romantici, a volte avventurosi, perfino con un finale sorprendente, che si svolge in due continenti nello spazio di tempo che va dal 1939 al 1994. I protagonisti Victor e Roser, li conosciamo alla fine della guerra civile spagnola quando, sconfitti dai miliziani franchisti, emigrano, sopportando indicibili ristrettezze, prima nei campi profughi francesi e poi grazie all’interessamento di Neruda, che organizza un’apposita nave, la Winnipeg, in Cile. Qui si integrano nella loro nuova patria, hanno successo nel loro lavoro (lui cardiochirurgo, lei musicista), vivono con entusiasmo la vittoria del socialista Allende, ma poi tutto crolla, speranze comprese, con il golpe di Pinochet. Perseguitati dal nuovo regime sono costretti dagli eventi, prima a dividersi ancora, poi ad espatriare in Venezuela fino al ritorno della democrazia in Cile dove, come afferma l’autrice, il cerchio si chiude. Romanzo molto attuale anche per i molti riferimenti al fenomeno dell’emigrazione. Dal rifiuto dell’accoglienza alle difficoltà di integrazione; dalla disintegrazione delle famiglie alle sorprese dei ricongiungimenti. Una storia che si ripete “in saecula saecolorum”.

Una donna - Annie Ernaux

Novantanove pagine di semplicità per descrivere una personalità complessa, quella di sua madre, ed un rapporto difficile, quello con lei stessa, ma la scrittrice francese ci riesce meravigliosamente con la sua scrittura scarna ma raffinata ed efficace. La storia della madre è quasi banale. Una ragazza di origini contadine, che riesce a riscattarsi dalla povertà diventando titolare con il marito di un bar-emporio nella periferia di una cittadina della Normandia, che gli consente una vita dignitosa e soprattutto di far studiare la figlia, che con la madre mantiene sempre un rapporto di amore e di conflittualità. La biografia della madre, intervallata da qualche flashback sulla vita di amore e di separazioni della scrittrice, trova il suo epilogo dove era iniziata e cioè nella morte della madre devastata nella mente dall’Alzheimer. Di qui anche tanti rimpianti per non aver potuto fare di più per lei.

Resistere non serve a niente - Walter Siti

Come per i vini anche il Premio Strega ha delle annate buone ed altre meno buone. Il 2013, non è stata delle migliori. Questa storia (vincitrice del premio) di un giocoliere della finanza, che si riscatta ed arricchisce con i soldi e le dritte della malavita, dopo essere stato un ragazzo di strada, figlio sgraziato di un assassino, ha l’ambizione di farci entrare in quella zona grigia della finanza criminale, che ogni anno che passa è sempre più determinante anche nel causare crisi internazionali e stravolgimenti politici. Ci riesce Walter Siti, abile e fantasioso com’è? In parte si, ma il suo troppo personale dialogo con il protagonista Tommaso, non dà continuità alla narrazione e rende la struttura del romanzo troppo complessa. A volte si addentra nella descrizione di importanti operazioni finanziarie, ma poi non le approfondisce, per cui ha l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno che affonda subito senza procurare alcuna onda. Ci vuole una certa costanza ed una resistenza collaudata per arrivare alla fine. Se poi uno è un po’ retrò di mentalità, certi intermezzi pornografici ed alcune peraltro verosimili storie di prostituzione, non lo aiutano ad apprezzare l’opera.

Becoming - Michelle Obama

Una donna determinata, orgogliosa, intelligente e molto volitiva. La sua storia è l’esempio che dove c’è una volontà c’è una via. Nata in un quartiere residenziale di gente povera e principalmente di colore di Chicago, grazie all’appoggio incondizionato della propria famiglia, ha saputo studiare e farsi ammettere nelle più prestigiose università del suo paese (Princeton ed Harvard) ed essere assunta nel più importante studio legale della sua città. E’ qui che conosce il futuro Presidente degli Stati Uniti, che sposa nel 1992 a 28 anni e dal quale avrà due figlie. Michelle continuerà sempre a lavorare praticamente fino alla prima campagna presidenziale del marito. Poi deciderà di dedicarsi esclusivamente alla famiglia ed al sostegno di Barack, che anche dal punto di vista politico la tiene notevolmente in considerazione e le lascia anche degli spazi di manovra, che avranno un buon successo nel paese. Le sue campagne per una alimentazione più genuina, soprattutto per i ragazzi in età scolare molto spesso obesi o quelle di emancipazione della donna e dei neri, lasciano un segno e la rendono anche molto popolare. Anche se ad un certo punto ci si è trovata benissimo, quello della Casa Bianca non è però il suo ambiente naturale, per cui nella sua autobiografia, deludendo forse molti suoi molti fans, annuncia che non è sua intenzione candidarsi direttamente alla presidenza del paese. Particolare interessante di questo libro è che è la sua autobiografia, non quello della moglie del Presidente degli Stati Uniti. Riferimenti a quanto è accaduto nel paese durante il loro periodo a Washington ovviamente ce ne sono, ma è sempre lei al centro della scena. Tanto per fare un esempio le pagine che si riferiscono al secondo mandato di Obama sono non più di trenta su 495. Sferzanti infine i suoi giudizi su Trump, molto generosi invece quelli su Hillary Clinton, la cui mancata elezione ha rappresentato per Michelle una sorpresa ed una forte delusione. Il volume è corredato da alcune immagini che fotografano i momenti e le persone più significative per Michelle.

La luna e i falò - Cesare Pavese

Ai tempi della scuola Cesare Pavese era il mio autore preferito e lessi praticamente tutto quel che trovai. Alcuni libri li ho conservati ed a distanza di anni è un piacere per me rileggerli e rileggerli ancora. Non so fare graduatorie, ma sicuramente La luna e i falò è uno di quelli che più lo leggo più mi arricchisce nello spirito e nell’intelletto. Mi piace definirlo struggente perché dentro c’è tutto Pavese. In questo romanzo ha dato tutto sé stesso. E’ quasi un testamento, infatti poco dopo averlo terminato ha deciso di interrompere volontariamente anche la sua vita terrena. Ovviamente è un romanzo triste perché nel protagonista c’è la consapevolezza che la felicità non è di questa terra, nemmeno se ritorni ricco da dove sei partito povero, ma viene sublimata l’importanza dell’amicizia e dell’altruismo, che in Nuto trova un ammirevole esempio. Leggendo il romanzo si capisce che per Pavese uomo, la vita era diventata sterile ed ormai priva di emozioni. Non altrettanto invece per Pavese scrittore, che alla fine lancia un messaggio di speranza nel futuro, che ha l’immagine di Cinto, l’altro piccolo protagonista del romanzo, un bambino disabile e maltrattato da tutti, che al culmine di una tragedia che lo lascerà completamente solo, troverà in Nuto, grazie all’intercessione del protagonista, una nuova famiglia. Alla fin fine i falò al chiaro della luna sono stati come nella tradizione delle Langhe beneauguranti.

Acciaio contro acciaio - I. J. Singer

Romanzo d’esordio di Israel Joshua Singer, fratello del premio Nobel 1978 Isaac Bashevis Singer. Di suo avevo già letto “La famiglia Karnowski”, un capolavoro della letteratura ebraica e devo dire che anche questa storia di Binyamin Lerner non mi ha deluso. Sarà che questi romanzi ambientati nei paesi dell’est europeo mi hanno sempre affascinato per le grandi storie che narrano, ma veramente non vorresti mai che finissero. La storia di Lerner reduce dalla grande guerra combattuta per nove mesi nell’esercito dello zar, comincia nella Polonia contesa dai russi e dai tedeschi e finisce a San Pietroburgo nell’arena della Rivoluzione d’ottobre. Sullo sfondo sempre folle di profughi ebrei in fuga dai pogrom, lavoratori sfruttati dagli invasori, donne violentate che si prostituiscono per sopravvivere, bambini abbandonati e sempre affamati. Il tutto in mezzo alle macerie della guerra. Non manca nemmeno una evanescente storia d’amore con Gitta, che però si perde come molti affetti, quando ci sono i grandi sconvolgimenti della storia.

Il confessore di Cavour - Lorenzo Greco

Interessante spaccato dell’Italia risorgimentale e del conflitto fra lo Stato e la Chiesa. Il romanzo racconta la vicenda di Fra’ Giacomo da Poirino, amico e confessore di Camillo Benso, che fu sospeso a divinis dal Papa Pio IX, per aver dato i sacramenti in punto di morte al conte di Cavour, precedentemente scomunicato per la sua politica ritenuta contraria agli interessi della Chiesa. Trae spunto da un testo autografo del frate stesso ed evidenzia il conflitto che si instaurò fra le gerarchie ecclesiastiche ed i preti di periferia, più attenti ai bisogni della gente che alle esigenze politiche dei loro superiori. Cavour morì nel 1861, appena proclamata l’indipendenza dello Stato italiano, quando ormai il potere temporale dei papi era al tramonto. A leggere del processo al povero frate per aver fatto semplicemente il suo dovere di prete, oggi viene da sorridere, ma allora, sottoposto anche all’Inquisizione, rischiò pure la vita. Fra’ Giacomo venne riabilitato 25 anni dopo, pochi giorni prima della sua morte.

I leoni di Sicilia - Stefania Auci

Ignazio e Vincenzo sono i nomi ricorrenti dei protagonisti in questa saga dei Florio, quasi a voler dare continuità ed immortalità ad una dinastia, che con la ricchezza ha cercato di comprare il proprio riscatto sociale. Emigrati a Palermo da Bagnara calabra dopo il terremoto del 1793, i fratelli Florio non si pongono altro obiettivo che la ricchezza, che grazie alla loro intraprendenza nel commercio delle spezie, riescono a raggiungere a costo però di enormi sacrifici ed umiliazioni sociali. Si, perché sempre dei bottegai restano in una Palermo piena di pregiudizi dove i nobili decaduti e pieni di debiti riescono ad imporre ancora le loro regole. Bisogna dire però che la mentalità dei Florio è molto allineata specialmente nel non tenere in nessuna considerazione le donne, che vengono considerate poco più che oggetti da usare. Ci vuole la nascita di un figlio maschio affinché Vincenzo senior sposi la sua Giulia, dandole così l’onore, dopo che da mantenuta gli aveva dato due figlie. Per carità, sempre collocate in matrimoni con delle sostanziose doti, ma assolutamente succubi delle scelte dei genitori. Stefania Auci è stata molto abile a renderci le situazioni plausibili ed a farci sentire perfino gli odori ed i profumi di una Palermo, che con i Borboni o con i Savoia, non riesce a scrollarsi di dosso il peso di una tradizione stantia e conservativa. Ora attendiamo l’uscita della seconda parte: dopo l’ascesa, l’inevitabile declino ed infine l’immancabile fiction televisiva, visto che i diritti televisivi del libro sono già stati acquistati.

Perduti nei quartieri spagnoli - Heddi Goodrich

Devo dire subito che ho deciso di leggere questo romanzo affascinato dai quartieri spagnoli di Napoli e non certamente per sorbirmi la solita storiella d’amore. In tal senso mi ha un po’ deluso in quanto non mi ha fatto provare quelle sensazioni che mi aspettavo. Sia ben chiaro, non era una guida turistica che cercavo, ma se mi metti nel titolo i quartieri spagnoli, loro devono essere i protagonisti ed alla fine devi farmeli vivere come se li avessi vissuti io. Mi devi sviscerare quel fascino nascosto che indubbiamente hanno e che li hanno resi famosi nel mondo. Ecco, in questo il romanzo è stato a mio avviso superficiale. Anzi nella loro esperienza abitativa gli studenti protagonisti mi hanno dato l’impressione di essere come dei corpi estranei che nemmeno hanno provato ad amalgamarsi con l’ambiente. Le voci, le situazioni, i rumori li raggiungevano dall’esterno. Solo una volta c’è stato un dialogo della protagonista con una donna del posto. Il romanzo comunque è stato scritto bene ed è scorrevole e come tutte le storie d’amore si fa leggere con piacere.

La capitale - Robert Menasse

Ha ragione chi ha scritto che sembra manchino delle pagine. Decine di storie avviate e che si intrecciano, fra cui anche una specie di giallo con morto e nessuna che abbia una conclusione logica. Se Menasse con questo romanzo, in cui idealmente auspica Auschwitz nuova capitale dell’Europa, in nome della rinascita da quelle ceneri e contro i nazionalismi che quelle ceneri hanno provocato, ha voluto dare un proprio contributo critico al miglioramento della casa comune, diciamo che non ci è riuscito. Emerge infatti un’Europa di burocrati arrivisti tutti interessati a scalare la gerarchia del potere e per questa anche disposti a cavalcare l’onda nazionalista degli Stati notoriamente più egoisti. Sembra che anche le competenze tecniche e culturali siano un aspetto assolutamente secondario. Insomma più che una realistica rappresentazione dell’Europa di Bruxelles, una parodia dell’Unione. Cosa c’entra il maiale che scorrazzando per Bruxelles irrompe fin dall’inizio quasi da protagonista nel romanzo? Per capirlo dovete arrivare a pagina 445, cioè l’ultima.

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