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Stoner è il romanzo perfetto: intenso, emozionante, profondo. Un libro che rimane nel cuore, per sempre.

Deve essere stato veramente un grande Willy Stoner per sopportare per una vita intera una donna isterica e malvagia come la “sua” Edith. A tal punto che ho interpretato le ultime pagine del romanzo come l’attesa della morte, vista come sollievo e liberazione. Dire che la vita di Stoner è stata “piatta e desolante” come scrive Peter Cameron sulla postfazione, che consiglio di leggere, è a mio avviso fuorviante. Nella realtà Stoner, uomo dotato di una forza di volontà non comune, è stato capace di vivere intense emozioni (la parentesi amorosa con Katherine Driscoll) e di rendersi protagonista di una lotta di resistenza contro il rettore Lomax durata vari anni. Insomma un libro da leggere e rileggere perché ci insegna soprattutto che i libri non ci deludono mai.

Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri dal piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Eppure la vita di William Stoner è appassionante, profonda, straziante. Scatena emozioni molto forti e contrastanti.